A Thousand Doors – Camila Koller

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A Thousand Doors (video officiale)

Tic tac. Il tempo passa, e ogni tanto bisogna rispolverare vecchi blog. Per esempio quando a casa in un momento di pigrizia assoluta si torna ad ascoltare l’album di un’amica. Ancora adesso, dopo diversi mesi, e dopo averlo divorato nelle prime settimane, ancora ora, è andato in ripetizione. E durante il secondo ascolto mi sono decisa a scrivere queste parole. Ma non sono sicura di cosa sia adatto, non sono sicura di cosa sia all’altezza della musica che sto ascoltando.

Perché A Thousand Doors è l’album di esordio di Camila Koller, giovane attrice ticinese con origini cilene, ma alle mie orecchie sembra un esordio alquanto maturo. L’album è stato registrato a Londra, con anche l’aiuto musicale di Elias Bertini, ed è stato creato attorno a un tema specifico: Alice nel paese delle meraviglie. E l’atmosfera fiabesca entra anche nelle note, e nelle parole. Che si tratti di tempo, di uomini, di società pazze o di draghi, la voce cristallina di Camila abbraccia lo spazio, mentre le parole talvolta misteriose nascondono temi assolutamente seri. La pazzia di considerare il normale come giusto, la malata fissazione con il tempo, il gioco della vita, e porte che si chiudono e si aprono.

L’album comincia con orologi ticchettanti e finisce con una, a mio parere, straordinaria cover di I See Fire di Ed Sheeran, colonna sonora de Lo Hobbit. In mezzo sono da notare diversi brani, ma sicuro i miei preferiti sono Ticking Clocks ed Everyone Is Mad, seguiti a ruota da A Thousand Doors e Card Game.

Sinceramente, dateci un ascolto. Sono alquanto sicura che poi lo andrete a comprare. E perdonatemi se questa mia riapparizione non dovesse essere di livello sufficiente. La musica lo è.

Buon ascolto 🙂

 

www.camilakoller.com

Adam Green @ Longlake Lugano 04/07/2016

Non posso far altro che constatare che sia stato un concerto divertente. Non sono mai riuscita ad ascoltare i suoi pezzi registrati, ma nei miei ricordi mister Green aveva fatto un concerto pazzesco. E l’immagine di lui che saltellava a torso nudo con una giacca di pelle rossa mi ha portata a voler assolutamente andare al suo concerto per il Longlake Festival in quel del Parco Ciani a Lugano lo scorso lunedì sera. Mi sono quindi ritrovata sotto il palco con lo stesso compagno di concerto di anni fa, chiedendoci entrambi con chi avesse suonato a quel lontano doppio concerto a Basilea a cui eravamo stati (ed eravamo andati per l’altro artista). Nonostante lo sforzo congiunto non siamo riusciti a ricordarcelo: lui ci era rimasto impresso in modo particolare. Se nei nostri ricordi Adam Green era un pazzo scatenato, nell’immediato presente si è trasformato in un pazzo Aladino. Salito sul palchetto con il sorriso, l’impressione che sia diventato cantante non perché volesse, ma solo perché lo sapeva fare decisamente meglio che ballare mi è rimasta attaccata per tutto il concerto. No aspetta, meglio che fare il ballerino. Perché a guardarlo ballare è una delizia. Solo che il suo sguardo fisso sul pubblico durante i suoi balletti faceva un po’ effetto. Ha suonato per un’ora e mezza/due, intercalando i suoi pezzi con i suoi discorsi assurdi. Molto vicino al pubblico, decisamente. E alla fine dopo un bel concerto mi è rimasto l’amara delusione di non avergli potuto dare un sudato abbraccio come ci ha promesso, perché al nostro avvicinarci è sparito e non è più tornato. E una domanda lì per aria, se sia pazzo o abbia bevuto troppe birre. Meglio non chiedersi altro. Pazzo o meno, un genio lo è sicuramente. Della musica, non della lampada.

..TRASLOCO..

– LAVORI IN CORSO –

– 2014 –

Dancing Barefoot sta tornando qui.

Spero di leggervi presto.

Grazie per la pazienza!

Alex Saoirse

RYAN ADAMS

Troverete presto il podcast di questa recensione su http://radio100iso.jimdo.com

Oggi voglio parlarvi di una lotta. L’eterna lotta per l’identità.

Avete in mente il canadese Bryan Adams? Il cantante di Summer of 69, o della colonna sonora di Spirit? Ve lo ricordate? Bene.. dimenticatelo! Rimuovetelo dalla vostra memoria. Oggi non parliamo di lui. Oggi parliamo di un altro cantante, meno orecchiabile, meno conosciuto, ma non per questo meno bravo, anzi. Oggi vi presento Ryan Adams. È vero: ha il nome quasi uguale a quello che dovete dimenticare (dimenticate la b iniziale), ma ha un’altra carriera all’attivo. Il suo genere è definito alternative rock e alternative country. La sua carriera da solista è iniziata nel 2000 con l’album Heartbreaker e ha ora all’attivo 15 album. Esatto: praticamente uno all’anno, anche se c’è stato un anno in cui ne ha pubblicati ben tre! Probabilmente diversi di voi conoscono Come Pick Me Up dal suo primo album. No? Sicuri? Lo pensavo anch’io. Provate ad ascoltarla poi ne riparliamo!

Come pick me up

Allora, qualcuno l’ha già sentita? Girava alla radio anni fa, ed era anche nella colonna sonora di Elizabethtown, per chi l’ha visto. Ryan Adams non è per niente contento di essere confuso con il suo quasi omonimo Bryan, molto più famoso, o almeno da molto più tempo. La musica del giovanotto di 40 anni è più sofferta, più cantautorale, più statunitense. E direi che è normale non voler essere confuso per qualcun altro, sia come persona sia come artista. Però a questo punto se l’è un po’ cercata.. il suo nome intero è David Ryan Adams.. perché allora chiamarsi così simile a un artista tanto conosciuto? Certo gli dò ragione se l’ha fatto perché David Adams non suona lontanamente così bene. Ironia della sorte? Ryan e Bryan, anche se con quindici anni di differenza, compiono entrambi gli anni il 5 novembre. Ma ora dall’album Easy Tiger del 2007 l’ultimo brano: I taught myself how to grow old.

I taught myself how to grow old

Torniamo a Ryan. Ha avuto diverse fasi, alcune più rock, altre più country. Ryan arriva dalla musica punk, dalle ceneri di un suo gruppo negli anni ’90 è nato uno dei primi gruppi di alternative country: The Whiskeytown, con cui ha pubblicato tre album. Al suo scioglimento ha cominciato la sua produttiva carriera solista, intercalata da alcuni album, tre per la precisione, come Ryan Adams & The Cardinals. La sua mania di far uscire più album in un anno non l’ha persa per strada. Nel 2014 sono usciti 1984 e l’ultimo semplicemente intitolato Ryan Adams. Tornando indietro, dal suo secondo album Gold vi faccio invece sentire una canzone che sembra essere diventata su MTV un piccolo inno per gli americani subito dopo l’11 settembre del 2001. Il video di questa canzone è stato girato soli quattro giorni prima dell’attentato e nella skyline dietro il cantante si vedono continuamente le torri gemelle, quasi al centro dell’immagine. Alla fine del video si legge una dedica a chi ha perso la vita nell’attentato e a chi ha lavorato per salvarli. A voi New York, New York.

New york new york

Ci sono canzoni di Ryan Adams che vengono riprese da altri artisti. Come per esempio When The Stars Go Blue, sempre da Gold del 2001. Relativamente conosciuta è la versione degli irlandesi Corrs assieme a Bono degli U2, che su youtube spopola molto più dell’originale. Tra le collaborazioni invece c’è la particolare Dear John che, dopo averla cantata da solo, il cantante ha ripreso assieme a Norah Jones in una nuova versione. Mettetevi comodi e tranquilli e ascoltate.

Dear John (ft. Norah Jones)

Ci sarebbero così tante canzoni tra cui scegliere, se vi è piaciuto l’assaggio che vi ho dato allora vi consiglio di andare a cercare altro perché c’è molto altro da scoprire. Vi saluto e vi lascio con When the stars go blue..

When the stars go blue

www.ryan-adams.com

LISSIE

Troverete presto il podcast di questa recensione su http://radio100iso.jimdo.com

La trentenne Lissie, all’anagrafe Elisabeth Maurus, è una cantante statunitense che ho scoperto nell’agosto scorso, quando l’ho vista casualmente in concerto come spalla di un altro gruppo. Prima che salisse sul palco con la sua band non avevo idea di chi fosse, ma dopo poche canzoni l’unica cosa che mi è venuta in mente per descriverla è stata “lovely and powerful”. Carina, simpatica e piena di grinta. Sorridente e allegra, ma pure seria e profonda. Ho visto il pubblico scatenarsi, ballare e tenere il tempo per tutta la durata del concerto al ritmo della loro musica rockeggiante e al suono della sua gran voce e della chitarra elettrica che mostrano che non si lascia mettere i piedi in testa. Come canta anche in Shameless, singolo dell’ultimo album.

Shameless

Dopo quel primo incontro sarei potuta andare a casa soddisfatta anche senza vedere il gruppo per il quale ero andata al concerto. Non ho potuto quindi fare a meno di andare alla ricerca del suo primo album – Catching a Tiger (2010) – e sono rimasta subito folgorata, di nuovo. Un album che ascolti e riascolti, tiene testa al live e non ti stanca. Ho subito riconosciuto Everywhere I Go, brano che mi aveva colpita durante il concerto ed è ancora in cima alla mia classifica personale per il modo sentito in cui la canta.

Everywhere I Go

A seguire Catching a Tiger è arrivato nell’autunno 2013 Back To Forever che contiene i cavalli di battaglia Further Away (Romance Police) e Shameless. Seguito poco dopo dall’EP Cryin’ To You che contiene stavolta cinque cover che ha rivisitato magistralmente adattandole alla sua voce come se fossero sempre state sue.

Mother (dei Danzig)

Quando è tornata in Svizzera ho colto l’occasione al volo per andare a sentire un concerto suo, in un club di Zurigo. È riuscita a impressionarmi nuovamente con la sua voce, la sua musica, la sua personalità. Lissie ha un grande dono: ha una splendida voce, molto potente, che sa usare con scioltezza e con molta anima. La sua forza è la semplicità con cui utilizza quel grande strumento che ha dentro di sé. L’energia che sprigiona dal vivo non si può ovviamente ritrovare nei brani registrati, ma la sua forza e la sua anima le si sentono anche in quelle note registrate talvolta rock, talvolta country, talvolta ritmate, talvolta più dolci. Se con Lissie è amore, allora può quasi solo essere amore a prima vista. O forse sarebbe meglio dire a primo udito.

Oh Mississippi

U2 – Coreografia dei fan a Torino

Torino: coreografia dei fan, concerto del 6 agosto 2010

In
poche parole: i fan italiani hanno studiato assieme una coreografia
speciale per dare un benvenuto e un bentornato agli U2 in Italia, per
l’inizio della seconda parte del 360°Tour e dopo l’operazione di Bono.

Se sarete a Torino, oppure conoscete qualcuno che ci andrà o ci potrebbe andare, spargete la voce!

Il link del gruppo di facebook: QUI

Qui sotto trovate invece le istruzioni in ITALIANO e INGLESE da scaricare o da leggere direttamente: prendete, scaricate, stampate, copiate e spargete!

da scaricare –> PDF  o  DOC

ISTRUZIONI – INSTRUCTIONS (down on english)

All U2 fans:

6 Agosto 2010 – Stadio Olimpico Torino

Abbiamo pensato OGGI di dare una giusta accoglienza ai nostri! Per questo abbiamo
studiato una COREOGRAFIA che, anche se semplice nella sua esecuzione, ci permetterà
di creare se vorrete e se collaborerete tutti insieme, un emozione, un WELCOME BACK a
Bono e compagni!

SE SARETE NEL PRATO:

DENTRO IL PIT, O OVALE O CERCHIO, VI SARANNO FORNITI DEI FOGLI
COLORATI PER FORMARE LA BANDIERA IRLANDESE. LI ALZEREMO TUTTI
INSIEME AL LORO ARRIVO.
SE SARETE ALL’ESTERNO DEL PIT (O CERCHIO), O NELLA RED ZONE, VI
SARANNO FORNITI DEI PALLONCINI ROSSI. LI ALZEREMO SEMPRE INSIEME.

IMPORTANTE: MANTENETE IL MATERIALE FINO AL LORO ARRIVO!

SE SARETE SUGLI SPALTI:

SVENTOLATE QUALCOSA DI BIANCO QUANDO VEDRETE PARTIRE LA
COREOGRAFIA NEL PRATO: UN FAZZOLETTO, UNA MAGLIA, UN FOGLIO,
QUALSIASI COSA DI BIANCO!
E POI TUTTI INSIEME QUANDO SI SPEGNERANNO LE LUCI CANTIAMO INSIEME :
HELLO HELLOOOOOOO

Ai fans, a voi che ci aiuterete e parteciperete in vario modo, andrà il merito ed il nostro
grazie se la nostra idea funzionerà.
Thanks all of U
Thanks U2
________________________________________________________________________
Dear U2 Fans:

for the english version go above on "PDF" or "DOC" to download the instructions for the coreography in Turin, the 6th august 2010!

Beautiful That Way

Testo originale (lyrics): testimania.com
Traduzione: Alex
Noa
Blue Touches Blue (2001)

Beautiful That Way (La vita è bella)

Smile, without a reason why
Love, as if you were a child
Smile, no matter what they tell you
Don’t listen to a word they say
‘Cause life is beautiful that way

Tears, a tidal-wave of tears
Light that slowly disappears
Wait, before you close the curtain
There’s still another game to play
And life is beautiful that way

Here, in his eyes forever more
I will always be as close
as you remember from before.

Now, that you’re out there on your own
Remember, what is real and
what we dream is love alone.

Keep the laughter in your eyes
Soon, your long awaited prize
We’ll forget about our sorrow
And think about a brighter day
‘Cause life is beautiful that way

We’ll forget about our sorrow
And think about a brighter day
‘Cause life is beautiful that way

There’s still another game to play
And life is beautiful that way

Bella così

Sorridi, senza una ragione
Ama, come se fossi un bambino
Sorridi, non importa cosa ti raccontano
Non ascoltare una parola che ti dicono
Perché la vita è bella così

Lacrime, un’onda di marea di lacrime
Luce, che sparisce lentamente
Aspetta, prima di chiudere la tenda
C’è ancora un altro gioco da giocare
E la vita è bella così

Qui con i suoi occhi per sempre
Sarò sempre così vicino
come ti ricordi da prima

Ora che sei lì fuori da solo
Ricorda cosa è reale
e cosa sogniamo sia amore soltanto

Trattieni le risate nei tuoi occhi
Presto il tuo a lungo atteso premio
Dimenticheremo le nostre preoccupazioni
E penseremo a un giorno più luminoso
Perché la vita è bella così

Dimenticheremo le nostre preoccupazioni
E penseremo a un giorno più luminoso
Perché la vita è bella così

C’è ancora un gioco da giocare
E la vita è bella così

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